BIOGRAFIA

Nato a Firenze nel 1956, David Sassoli è figlio di Domenico Sassoli, giornalista e intellettuale di cultura cattolica. 

Formazione

La sua formazione giovanile si inserisce all’interno della tradizione del cattolicesimo democratico che ha avuto come maggiori esponenti personalità quali Aldo Moro, Giorgio La Pira, Sergio Mattarella, Romano prodi e Paolo Giuntella. Sotto l’impulso di quest’ultimo, Sassoli si è impegnato nella Rosa Bianca, associazione di cultura politica che riuniva gruppi di giovani provenienti dall’associazionismo cattolico (ACI, FUCI, ACLI, AGESCI…). Si ricorda inoltre l’impegno giovanile di Sassoli nello scoutismo dell’AGESCI. Negli anni 80 partecipa attivamente all’esperienza della Lega Democratica, un gruppo di riflessione politica animato da Pietro Scoppola, Achille Ardigò, Paolo Prodi, Roberto Ruffilli.

Vita privata

David Sassoli è sposato con Alessandra Vittorini, ed è padre di due figli (Livia e Giulio).È tifoso della Fiorentina e ha la passione per la musica classica.

Carriera giornalistica

Gli inizi

David Sassoli comincia la sua carriera giornalistica collaborando con piccoli giornali e agenzie di stampa come l’Asca. Proprio quando collabora con l’agenzia cattolica, è testimone di un incontro a Parigi destinato a suscitare clamore, tra l’allora ministro socialista Gianni De Michelis e il rifugiato politico di Potere Operaio, Oreste Scalzone. Nel 1985 incomincia a collaborare con la redazione romana del quotidiano Il Giorno, dove per sette anni segue i principali avvenimenti politici e di cronaca. Durante questo periodo, è testimone diretto di alcuni eventi storici fondamentali, come la caduta del Muro di Berlino il 9 novembre 1989. È iscritto all’albo dei giornalisti professionisti dal 3 luglio 1986. È tra i fondatori di Articolo 21, movimento di difesa della libertà di stampa.

Giornalismo radiotelevisivo

La sua carriera come giornalista televisivo ha inizio nel 1992, come inviato di cronaca nel TG3. Nello stesso periodo collabora con il giornalista Michele Santoro nei programmi “il rosso e il nero” e “Tempo reale”. Nel 1996 conduce la trasmissione pomeridiana Cronaca in diretta, su Rai 2. Nel 1999 entra nella redazione del TG1 in qualità di inviato speciale. Nello stesso anno gli viene affidata la conduzione di Prima, rotocalco quotidiano del TG1. Al termine della stagione diviene conduttore del TG1 dell’edizione delle 13:30 e successivamente di quella delle 20. Con l’avvento della direzione di Gianni Riotta, nel 2007 Sassoli diventa vicedirettore del telegiornale, nonché dei settimanali di approfondimento Speciale TG1 e Tv7. Nel 2004 viene eletto Presidente dell’Associazione Stampa Romana.

Carriera politica

Le elezioni europee del 2009

L’ingresso in politica di David Sassoli coincide con le elezioni del Parlamento europeo del 6 e 7 giugno 2009, quando il Partito Democratico lo candida su proposta del Segretario Dario Franceschini come capolista nella circoscrizione dell’Italia centrale. Con 405 967 preferenze è il primo eletto nella circoscrizione Italia centrale e risulta tra i più votati in Italia. Anche grazie all’eccellente risultato delle elezioni, diventa capogruppo del PD all’Europarlamento. In un’intervista ha fatto sapere che è sua intenzione “dedicare il resto della sua vita alla politica”. Durante la 7ª legislatura, è membro della Commissione Trasporti e Turismo e Relatore della proposta sul Cielo Unico europeo. Inoltre è stato membro della delegazione interparlamentare UE-Israele.

Le primarie per il sindaco di Roma

Il 7 aprile 2013 Sassoli è candidato alle primarie del Partito Democratico per le elezioni a sindaco di Roma. Ottiene il secondo posto con il 28% dei voti, davanti a Paolo Gentiloni, ma alle spalle del vincitore e futuro sindaco di Roma Ignazio Marino.

Le elezioni europee del 2014: il secondo mandato

Nel 2014 si ricandida alle elezioni europee con il PD nella circoscrizione dell’Italia centrale. Il 1º luglio 2014 viene eletto Vicepresidente del Parlamento europeo con 393 voti, risultando il secondo più votato in quota PD-PSE, con delega alla Politica del Mediterraneo, al Bilancio e al Patrimonio. Nel gennaio 2017 è riconfermato Vicepresidente con 377 voti. In questa legislatura è l’autore della più importante legge di riforma ferroviaria dell’Unione (IV Pacchetto ferroviario), conclusa dopo tre anni di complessi negoziati. Lo scopo principale della riforma è stata l’apertura del mercato dell’alta velocità. Tutte le compagnie ferroviarie potranno partecipare alle gare sulle tratte dell’alta velocità in qualsiasi stato membro. Nel 2017 in Commissione Trasporti ha svolto un ruolo determinante per bloccare la prima proposta sul Pacchetto Mobilità e garantire così maggiore sicurezza agli autotrasportatori e rispetto delle norme sulla concorrenza del trasporto su gomma. Nel corso della legislatura, oltretutto si ricorda la sua attenzione alla politica euro-mediterranea e alle tematiche relative le materie di bilancio. Come Vicepresidente responsabile per la politica euro-mediterranea ha rappresentato il Parlamento europeo in numerose occasioni ufficiali, sviluppando e intensificando un dialogo con le istituzioni dei Paesi del Mediterraneo e del Medio Orientale. Al termine di un lungo negoziato per l’assegnazione del Segretariato EURO-MED, è stato il promotore della sua assegnazione nella città di Roma. Ha fatto parte, nel maggio 2018, della missione elettorale dell’Unione europea in Libano. Per quanto riguarda le materie di bilancio, ha condotto una battaglia per un Parlamento più efficiente e aperto ai cittadini, promuovendo la trasparenza e la tracciabilità delle spese, una più efficace rendicontazione delle attività dei deputati e la messa a gara dei servizi del Parlamento. È stato membro della Delegazione UE-Serbia e dal 2016 Presidente del Gruppo di Amicizia Europa-Albania. Si ricandida alle elezioni europee del 2019 con il PD nella circoscrizione dell’Italia centrale.

Presidente del Parlamento europeo

Il 3 luglio 2019 viene eletto Presidente del Parlamento europeo, con 345 voti, al secondo scrutinio, con il sostegno dei gruppi europeisti. Durante il suo discorso di insediamento ha sottolineato come si debba recuperare e rilanciare lo spirito costituente dell’Unione e ha richiamato il Consiglio dell’Unione europea alla necessità di ascoltare il Parlamento.

Come primo atto della sua presidenza ha deciso di rendere omaggio a tutte le vittime del terrorismo in Europa, visitando la stazione della metropolitana di Maalbeek, uno dei siti degli attentati di Bruxelles del 2016.