Ok da Weber nonostante molti nel Ppe chiedevano voto distanza
Il presidente del Parlamento Ue
David Sassoli, a quanto si apprende, ha riunito informalmente i
capigruppo di S&D, Ppe, Renew e Verdi/Alleanza Libera Europea.
Nel corso della riunione non e’ emerso alcun motivo per mettere
in discussione l’organizzazione della sessione plenaria a
Strasburgo, che quindi e’ confermata per la prossima settimana.
Diversamente, sull’eventuale ritorno al lavoro in ibrido delle
commissioni parlamentari verra’ fatta un’ulteriore riflessione,
fermo restando che la settimana prossima non sono previste
riunioni. I servizi parlamentari, nelle prossime ore,
valuteranno l’opportunita’ di rimodulare le procedure di voto
all’interno della plenaria, con il possibile utilizzo di una
sala aggiuntiva per gli eurodeputati. Sassoli, dopo aver
ottenuto un quadro completo anche dal servizio medico, potrebbe
quindi fare delle proposte in merito ai capigruppo, mantenendo
l’equilibrio tra la protezione della salute e il buon
funzionamento dell’istituzione e del suo organo essenziale, la
plenaria.
Nel corso della riunione tra Sassoli e i gruppi di
maggioranza il capogruppo del Ppe Manfred Weber si e’ detto
d’accordo a utilizzare i lavori in ibrido solo per le
commissioni. Una posizione che arriva solo poche ore dopo
l’invio, allo stesso Sassoli, della lettera di 179 eurodeputati
in cui si chiedeva al presidente di tornare al voto a distanza
immediatamente. Tra i firmatari circa un centinaio appartengono
al gruppo dei Popolari. Tra questi il capodelegazione della Cdu
Daniel Caspary e Angelika Niebler, della presidenza del gruppo,
ma anche Roberta Metsola, l’eurodeputata maltese che potrebbe
essere la candidata del Ppe per la successione di Sassoli.

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