• I deputati condannano la sentenza illegittima del Tribunale costituzionale polacco che impone un divieto pressoché assoluto dell’aborto
  • In 10 mesi, solo 300 donne polacche hanno avuto accesso ai servizi per l’aborto negli ospedali a causa di una minaccia per la vita e la salute
  • Sostenere le donne polacche nell’accesso ai servizi abortivi in altri Paesi UE
  • La sentenza è un ulteriore esempio di acquisizione del controllo politico da parte della magistratura e del collasso sistemico dello Stato di diritto in Polonia
Protesters hold up posters reading "not even one more" and also a photograph of Iza as people take part in a demonstration on November 6, 2021 in Warsaw, Poland, to mark the first anniversary of a Constitutional Court ruling that imposed a near-total ban on abortion, and also to commemorate the death of pregnant Polish woman Iza. ©Wojtek RADWANSKI / AFP   Manifestanti per il primo anniversario della sentenza del Tribunale costituzionale sull’aborto

 

Un anno dopo la sentenza del Tribunale costituzionale polacco, i deputati chiedono al governo di revocare il divieto che mette a rischio la vita delle donne.

Lo scorso settembre, una donna polacca di 30 anni è morta di shock setticemico perché i suoi medici, a causa delle restrizioni imposte all’aborto legale in Polonia, non le hanno praticato un aborto terapeutico, aspettando invece che morisse il feto. In una risoluzione adottata giovedì, i deputati chiedono al governo polacco di garantire che “non una donna di più” in Polonia perda la vita a causa di questa legge restrittiva.

Il testo è stato approvato con 373 voti favorevoli, 124 contrari e 55 astensioni.


Garantire l’accesso a servizi abortivi sicuri, legali e gratuiti

I deputati ribadiscono la loro ferma condanna per la sentenza pronunciata dal Tribunale costituzionale illegittimo il 22 ottobre 2020, che impone un divieto di aborto pressoché assoluto e mette a repentaglio la salute e la vita delle donne. Invitano il governo polacco a garantire rapidamente e pienamente l’accesso a servizi di aborto sicuri, legali e gratuiti per tutte le donne.

A causa di questa legislazione oppressiva, le donne sono spinte a ricorrere forme all’aborto non sicuro, a recarsi all’estero per abortire o a portare a termine la gravidanza contro la loro volontà, anche in caso di malformazione grave o mortale del feto. Il Parlamento invita quindi i Paesi UE a cooperare più efficacemente per facilitare l’accesso transfrontaliero ai servizi abortivi, ad esempio garantendo alle donne polacche l’accesso a un aborto gratuito e sicuro in altri sistemi sanitari nazionali.


La situazione in Polonia continua a peggiorare

I deputati condannano il contesto sempre più ostile e violento per i difensori dei diritti umani delle donne in Polonia e invitano le autorità polacche a garantire loro il diritto di esprimersi pubblicamente senza timore di ripercussioni o minacce. Inoltre, condannano fermamente l’uso sproporzionato della violenza contro i manifestanti da parte delle autorità di contrasto e invitano le autorità polacche a garantire che i responsabili degli attacchi ai manifestanti siano chiamati a rispondere delle loro azioni.

Sottolineando che la sentenza sull’aborto è un ulteriore esempio di acquisizione del controllo politico da parte della magistratura e del collasso sistemico dello Stato di diritto in Polonia, i deputati invitano il Consiglio UE ad affrontare la questione nella sua indagine sulla situazione dello Stato di diritto in Polonia, ampliando l’ambito di applicazione delle sue audizioni.


Contesto

Il 22 ottobre 2020, il Tribunale costituzionale polacco ha dichiarato incostituzionale la disposizione della legge del 1993 sulle condizioni per l’interruzione di gravidanza. Tale legge consentiva l’aborto nei casi in cui gli esami prenatali o altre considerazioni mediche indicassero un’alta probabilità di anomalia grave e irreversibile o di una malattia incurabile pericolosa per la vita del feto. Questo ha comportato un divieto di aborto de facto, dal momento che la stragrande maggioranza degli aborti legali effettuati in Polonia si basava sul suddetto motivo.

Negli ultimi 10 mesi, solo 300 donne polacche hanno avuto accesso ai servizi per l’aborto negli ospedali a causa di una minaccia per la vita e la salute. Nell’ultimo anno, Aborto senza frontiere ha aiutato 34.000 donne provenienti dalla Polonia ad accedere all’aborto, che rappresenta solo una frazione del numero totale di donne polacche che necessitano di sostegno per accedere a questo servizio.

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: