• Facilitare l’ulteriore evacuazione dei cittadini UE e degli afghani a rischio
  • Impegnarsi operativamente con i talebani senza riconoscerli ufficialmente
  • Nessun ritorno forzato in Afghanistan in nessuna circostanza
  • Sostenere i paesi vicini dell’Afghanistan e creare corridoi umanitari
  • L’UE deve rafforzare la sua capacità di agire autonomamente
Afghanistan   18,4 milioni di afghani hanno bisogno di sostegno umanitario, 14 milioni già in condizioni di insicurezza alimentare

 

Il Parlamento deplora la presa di potere violenta dell’Afghanistan, chiede maggiori aiuti umanitari e una risposta coordinata per proteggere i più vulnerabili.

In una risoluzione adottata giovedì con 536 voti favorevoli, 96 contrari e 50 astensioni, il Parlamento chiede all’UE e ai suoi Stati membri di collaborare per agevolare l’ulteriore evacuazione dei cittadini UE e degli afghani a rischio, in particolare ricorrendo ai corridoi sicuri a disposizione.

I deputati sono sconcertati per le violazioni segnalate di esecuzioni di civili e membri delle forze di sicurezza nazionale afghane, per il reclutamento di bambini soldato, la repressione delle proteste pacifiche e delle espressioni di dissenso e le restrizioni dei diritti umani imposte in particolare nei confronti di donne e ragazze.


Aiutare i paesi vicini dell’Afghanistan e coloro che cercano protezione dal regime talebano

I deputati sottolineano che la maggior parte dei rifugiati afghani cercheranno protezione nei paesi vicini. L’UE dovrebbe quindi sostenere questi paesi e agevolare la creazione di corridoi umanitari per la fornitura di aiuti alimentari, acqua, servizi igienico-sanitari e medicinali. Tuttavia, ciò non può costituire un’alternativa a una vera e propria politica europea in materia di asilo e migrazione, che dovrebbe concentrarsi sul reinsediamento delle persone più a rischio e più vulnerabili e includere un programma speciale di visti per le donne afghane che cercano protezione dal regime talebano.

Il Parlamento invita i Paesi UE a riesaminare le domande di asilo attuali e recenti, comprese quelle respinte, sottolineando che in nessun caso devono essere effettuati rimpatri forzati in Afghanistan. Inoltre, chiede alla Commissione di pubblicare una proposta legislativa per i visti umanitari e un’equa condivisione di responsabilità tra gli Stati membri.


Impegno operativo con i Talebani, no a riconoscimento ufficiale

I deputati riconoscono che l’impegno operativo con il governo dei Talebani è necessario per questioni logistiche e umanitarie, al fine di fornire assistenza umanitaria ai civili in difficoltà e un passaggio sicuro per i cittadini stranieri e afghani che vogliono lasciare il paese. Tuttavia, questi contatti dovrebbero rimanere strettamente limitati a questi scopi, in quanto non sono state soddisfatte le condizioni per il riconoscimento politico dei dirigenti di fatto talebani che hanno assunto il potere con mezzi militari e stanno attualmente distruggendo i risultati realizzati negli ultimi 20 anni.


Campanello d’allarme per l’UE

Il ritiro delle forze statunitensi e internazionali dall’Afghanistan è un fallimento collettivo della politica e della strategia estera e di sicurezza dell’Occidente e bisogna trarre seri insegnamenti da questa esperienza per il futuro. Inoltre, questo fallimento potrebbe significare un vantaggio strategico per le potenze non occidentali e i paesi vicini, in particolare il Pakistan e la Cina e, in misura minore, la Russia.

Infine, i deputati sottolineano che l’UE ha bisogno di rafforzare significativamente la sua capacità di agire in modo autonomo e di rafforzare la sua cooperazione in materia di difesa, costruendo una vera e propria Unione Europea della difesa.

 

 

 

 

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