Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli durante la Seconda Conferenza Interparlamentare di Alto livello su migrazione e asilo in Europa

 

Il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha aperto oggi la Conferenza interparlamentare di Alto Livello sulla gestione della Migrazione e dell’Asilo in Europa. La Conferenza si è concentrata in particolare sui fenomeni esterni del fenomeno migratorio. Il Presidente ha affermato:

“Abbiamo scelto di discutere oggi della dimensione esterna dei fenomeni migratori e delle politiche di asilo perché sappiamo bene che solo alzando lo sguardo sull’instabilità, le crisi, la povertà, le violazioni dei diritti umani che si verificano oltre le nostre frontiere, potremo aggredire le cause che spingono milioni di persone a prendere la decisione di partire. Dobbiamo gestire questo fenomeno globale in modo umano, accogliere degnamente e con rispetto le persone e le storie che bussano alle nostre porte ogni giorno”.

“La pandemia di Covid-19 sta avendo un profondo impatto sui modelli migratori a livello locale e mondiale e un effetto moltiplicatore sul movimento forzato di persone nel mondo, soprattutto dove l’accesso alle cure e alla sanità non è garantito. La pandemia ha interrotto i percorsi di mobilità, bloccato i migranti, distrutto posti di lavoro e reddito, ridotto le rimesse e ha spinto milioni di migranti e popolazioni vulnerabili verso la povertà”.

“La migrazione e l’asilo sono già di fatto parte integrante dell’azione esterna dell’Unione europea. Ma esse devono divenire parte di una più forte e più coesa politica estera dell’Unione europea”.

“Io credo che sia nostro dovere innanzitutto salvare vite umane. Non è più accettabile lasciare questa responsabilità solo alle ONG che svolgono una funzione di supplenza nel Mediterraneo. Dobbiamo tornare a pensare ad un’azione comune dell’Unione europea nel Mediterraneo che salvi vite e tolga terreno ai trafficanti. Occorre un meccanismo europeo di ricerca e salvataggio in mare, che utilizzi le competenze di tutti gli attori coinvolti, dagli Stati membri alla società civile alle agenzie europee”.

“Secondo, dobbiamo garantire che le persone bisognose di protezione possano arrivare nell’Unione europea in modo sicuro e non rischiando la vita. Abbiamo bisogno di canali umanitari da definire insieme all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Dobbiamo lavorare insieme a un sistema europeo di reinsediamento fondato sulla nostra responsabilità comune. Stiamo parlando di persone che possono dare un contributo importante anche alla ripresa delle nostre società colpite dalla pandemia e dal calo demografico, grazie al loro lavoro e alle loro competenze”.

“Dobbiamo mettere in campo una politica europea di accoglienza dei migranti. Definiamo insieme i criteri di un permesso unico di ingresso e di soggiorno, valutiamo a livello nazionale le necessità dei nostri mercati del lavoro. Durante la pandemia interi settori economici si sono fermati per l’assenza di lavoratori immigrati. Abbiamo bisogno di una migrazione regolata per la ripresa delle nostre società e per la tenuta dei nostri sistemi di protezione sociale”.

 

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