• Sostegno finanziario subordinato all’impegno per la neutralità climatica entro il 2050
  • Investimenti per inceneritori e carburanti fossili esclusi dalle sovvenzioni
  • Un meccanismo di ricompensa ecologica per gli Stati membri più virtuosi
  • Particolare attenzione a regioni meno sviluppate, ultraperiferiche e isole
Aerial view of a coal power plant high pipes with black smoke at sunset. ©Bilanol/AdobeStock   Il Fondo per una transizione giusta aiuterà i paesi UE nella transizione verso la neutralità climatica 

 

Il Fondo per una transizione giusta aiuterà i paesi dell’UE a far fronte all’impatto sociale ed economico della transizione verso la neutralità climatica.

Il pacchetto, approvato martedì in via definitiva, di investimenti comprende 7,5 miliardi di euro dal quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e 10 miliardi supplementari dallo strumento europeo per la ripresa. Per essere ammissibili, i progetti devono concentrarsi su diversificazione economica, riconversione o creazione di posti di lavoro, oppure contribuire alla transizione verso un’economia europea sostenibile, circolare e climaticamente neutra.

Il Fondo per una transizione giusta (JTF) finanzierà l’assistenza nella ricerca di lavoro, le opportunità di riqualificazione e miglioramento delle competenze, ma anche l’inclusione attiva dei lavoratori e delle persone in cerca di occupazione durante la transizione dell’economia europea verso la neutralità climatica. Sosterrà microimprese, incubatori di imprese, università e istituti di ricerca pubblici, investimenti nelle nuove tecnologie energetiche, efficienza energetica e mobilità locale sostenibile.

Il Fondo per una transizione giusta esclude il sostegno a inceneritori e progetti di disattivazione o costruzione di impianti nucleari, oppure ad attività collegate ai prodotti del tabacco e investimenti relativi ai carburanti fossili.

Nei loro piani nazionali per una transizione giusta, i Paesi UE dovranno identificare i territori maggiormente colpiti dalla transizione energetica e concentrare in quelle zone le risorse del Fondo. Particolare attenzione sarà dedicata alle specificità di isole, zone insulari e regioni ultraperiferiche.

Su iniziativa del Parlamento, sarà introdotto un meccanismo di ricompensa ecologica, se il bilancio del Fondo sarà aumentato in seguito alla revisione di medio termine, dopo il 31 dicembre 2024. Queste risorse supplementari verranno distribuite tra gli Stati membri, e i paesi che riusciranno a ridurre le emissioni industriali di gas a effetto serra riceveranno maggiori finanziamenti.

Tabella con i fondi massimi assegnati per Stato membro e informazioni sul metodo di assegnazione


Altri aspetti chiave del regolamento

 

  • L’accesso al Fondo per i Paesi UE sarà subordinato all’adozione di impegni a livello nazionale per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050; prima di un tale impegno formale, gli Stati membri avranno diritto solo al 50% della loro dotazione nazionale.
  • Le imprese in difficoltà finanziarie potranno ricevere sostegno conformemente alle norme temporanee dell’UE sugli aiuti di Stato, istituite per far fronte a circostanze eccezionali.
  • Ulteriori risorse possono essere trasferite da altri fondi di coesione, su base volontaria.
  • La quota degli investimenti forniti dai finanziamenti dell’UE (cofinanziamento) è fissata a un massimo di 85% per le regioni meno sviluppate, 70% per le regioni in transizione e 50% per le regioni più sviluppate.

La legislazione è stata approvata con 615 voti favorevoli, 35 contrari e 46 astensioni.


Citazione

Il relatore Manolis KEFALOGIANNIS (PPE, EL) ha detto: “Il Parlamento europeo dà un forte segnale politico: deve essere affrontato l’impatto sociale, economico e ambientale della transizione energetica nelle regioni più colpite. Stiamo entrando in una nuova era verde per l’Europa, senza lasciare nessuno indietro”.


Prossime tappe

Dopo che il Consiglio avra’ formalmente adottato l’accordo, il regolamento entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.


Contesto

Il Fondo per una transizione giusta è il primo pilastro del meccanismo per una transizione giusta, strumento fondamentale per sostenere regioni, industrie e lavoratori che dovranno affrontare le enormi sfide collegate all’attuazione del Green Deal europeo. Il 9 dicembre 2020 i legislatori hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sul Fondo.

 

 

 

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