“L’Europarlamento ha dato luce verde alla Conferenza sul futuro dell’Europa. Una grande opportunità per lavorare per una nuova Europa insieme con i cittadini”. Così il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, su Twitter.

Oggi la Conferenza dei presidenti del Parlamento ha approvato la dichiarazione comune, che costituisce la base di una Conferenza sul futuro dell’Europa che si occuperà delle preoccupazioni dei cittadini. “Il Parlamento europeo approva la dichiarazione congiunta perché vogliamo che la Conferenza sul futuro dell’Europa inizi i suoi lavori il prima possibile. La conferenza contribuirà in modo significativo alla costruzione di un’Unione dei cittadini”, scrive in una dichiarazione congiunta la Conferenza dei presidenti. “In qualità di rappresentanti diretti dei cittadini europei, come affermato nel Trattato Ue, il Parlamento europeo svolgerà un ruolo guida nella Conferenza. In qualità di capigruppo che rappresentano l’ampia diversità dei cittadini dell’Ue, confidiamo che il ruolo di primo piano del Parlamento europeo si rifletterà nel lavoro e nell’organizzazione pratica della conferenza stessa”, aggiunge.

Sassoli, violenza su donne sia reato sanzionato in tutta Ue
‘Tutti i paesi ratifichino la Convenzione di Istanbul’

“Abbiamo il dovere di sancire che la violenza sulle donne è un reato specifico, un reato grave che deve essere sanzionato ovunque in tutto il territorio della Ue. Per questo dobbiamo impegnarci per la ratifica da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione della Convenzione di Istanbul”. Così il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ad un evento su donne, lavoro e pandemia organizzato dal Pe in occasione della giornata internazionale delle donne. “Non è una quesitone astratta, riguarda ciò che siamo, ciò che vogliamo essere, ed è parte della nostra carta di identità se vogliamo essere un attore globale, un punto di riferimento democratico”, ha aggiunto Sassoli.

Ue, Sassoli: Pandemia rischia di cancellare decenni conquiste diritti donne

“La pandemia non solo ha consolidato ingiustizie e disuguaglianze, ma rischia di cancellare decenni di conquiste delle battaglie delle donne sul diritto al lavoro, alla condivisione del lavoro di cura, all’autonomia nelle relazioni, al rispetto e diritto nelle scelte nelle relazioni affettive. Organizzazioni, società civile, mondo accademico ci dicono che le misure dei governi contro la diffusione del virus hanno molto spesso aumentato il divario di genere in termini di disoccupazione, peso del lavoro domestico, sicurezza finanziaria e autonomia personale delle donne. In tutti i nostri Paesi le donne sono state le prime a perdere il lavoro o a finire in cassa integrazione, i settori più colpiti sono quelli dove forte è la presenza femminile”. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, intervenendo in vista della Giornata internazionale della donna, invitando a “promuovere l’uguaglianza reale delle donne, come battaglia di tutti”, “le donne devono essere presenti in modo paritario nei luoghi di decisione sulla ripresa”. Sassoli ha citato Simone de Beauvoir, nella dichiarazione secondo cui i “diritti non sono mai acquisiti” per le donne, ma bisogna restare “vigili per tutta la vita”.

“Le donne rappresentano il 76% del personale sanitario, l’86% dei prestatori di assistenza nell’Ue. Per la pandemia molte donne sono state costrette a lavorare a tempo parziale, a restare a casa a occuparsi di figli, anziani, disabili. L’identikit della povertà in Europa oggi è donna, madre. La pandemia ha mostrato un tratto perverso del nostro modello economico e sociale: la considerazione della povertà come una colpa. Ma quel lavoro di cura è responsabilità di tutti e va considerato bene pubblico”, ha aggiunto Sassoli. Inoltre, ha ricordato che nei lockdown “un numero ampio di donne ha subito violenze da parte degli uomini, nella dimensione familiare. In alcuni Paesi solo le donne più abbienti e colte hanno accesso a servizi di salute sessuale e riproduttiva, le altre sono private del diritti di curarsi”.

 

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