“Abbiamo sempre detto che la ripresa dev’essere europea, dev’essere per tutti e abbiamo lavorato in questi mesi perché la risposta sia per tutti. E questo è il giorno in cui con una legge europea si conclude questo lavoro. Adesso la parola spetta ai parlamenti nazionali, speriamo che facciano in fretta, che mettano anche rapidità nella ratifica delle risorse proprie per consentire l’emissione dei bond e di racimolare sui mercati finanziari le risorse che sono state destinate alla ripresa dei nostri Paesi e al rafforzamento dell’Unione Europea”. Così il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli in conferenza stampa dopo la cerimonia della firma del Dispositivo per la ripresa e la resilienza, strumento chiave del piano UE per la ripresa.

Recovery: Sassoli, è opportunità che Italia non può perdere
C’è possibilità di progettare Paese nuovo, giusto, verso futuro

“Con gli strumenti e i fondi messi a disposizione dall’Unione europea abbiamo oggi una possibilità per l’Italia di progettare un Paese nuovo, più giusto, più rivolto verso il futuro. E in questo senso che il ‘Recovery fund’ e ‘il Next generation Eu’ rappresentano soprattutto per l’Italia una straordinaria opportunità che non possiamo permetterci di perdere”. Lo ha affermato il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, intervenendo, in video, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Catania. Per il presidente Sassoli “siamo di fronte a una trasformazione ecologica e digitale che implicherà un cambiamento profondo dello stile di vita, nei consumi, nella produzione, nel mondo del lavoro, nella vita quotidiana della persone”. “In altre parole – ha osservato Sassoli – dobbiamo capire che il progresso ecologico con quello sociale devono andare di pari passo e alimentarsi a vicenda”. E per questo è “necessario riappropriarci delle nostre radici, mettere al centro del pensiero un’etica della persona e della comunità che vada oltre la semplice logica del profitto economico”. “Per farlo – ha sottolineato il Presidente del Parlamento europeo – dobbiamo continuare ad abbattere i muri, ridurre le disuguaglianze, sentire la responsabilità di proteggere la nostra casa comune da coloro, e sono tanti, che scommettono sulla sua disgregazione. Un’Europa utile che non si accontenti di auto conservarsi, che sia disposta a mettersi in gioco, a ripensare al proprio funzionamento democratico. Servono grandi riforme e con la drammatica lezione del Covid-19 non c’è molto da aspettare. Spero di potervi incontrare presto – ha concluso Sassoli rivolto agli studenti – passata questa stagione difficile, ma piena di lezioni, interrogativi, scommesse per il futuro”.

Recovery: von der Leyen, nessuno Stato uscirà da solo dalla crisi

“Next Generation Eu è un’opportunità unica degli Stati membri” e “più che di soldi, si tratta di un forte messaggio di solidarietà e fiducia per l’Unione europea” perché “nessuno Stato membro può uscire da solo da questa crisi economica”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso di un conferenza stampa congiunta con David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, e il presidente di turno del Consiglio Ue, Antonio Costa.

Recovery: appello presidenti Ue, ratifiche ora, fondi a giugno
Ok 27 Parlamenti deve arrivare entro marzo

Gli Stati membri devono ratificare il prima possibile la decisione sulle risorse proprie che darà il via libera al Next Generation Eu, affinché i fondi del Recovery possano arrivare già all’inizio dell’estate. E’ l’appello lanciato oggi dal presidente del Parlamento Ue David Sassoli, della Commissione Ursula von der Leyen e della presidenza di turno Antonio Costa, dopo la firma del regolamento sul Recovery fund. I tre presidenti auspicano una ratifica entro fine marzo, in modo che i piani nazionali possano arrivare a Bruxelles entro fine aprile.
“I cittadini e le imprese non possono aspettare, per questo lanciamo un appello ai parlamenti nazionali che possono accelerare e dare subito il via libera” allo strumento che inietterà nelle economie dei 27 Stati Ue 750 miliardi di euro, e assicurerà che ci sia una “ripresa europea, di tutti”, ha detto Sassoli. Costa ha ricordato che “l’ambizione” è far approvare dalla Commissione Ue i piani nazionali definitivi entro fine aprile. “Credo che i primi Stati che riusciranno a concludere il negoziato con la Commissione possono avere i fondi magari anche all’inizio dell’estate”, ha spiegato il presidente di turno della Ue.

Vaccini: Sassoli, senza Ue vinceva la legge del più forte
‘E non è l’Europa che vogliamo’

“Se non ci fosse stata l’assunzione di responsabilità per tutti” da parte della Commissione europea nella corsa ad assicurarsi il vaccino, “cosa sarebbe successo? Avrebbe prevalso la legge del più forte e non è l’Ue che vogliamo”: lo ha detto il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, rispondendo a una domanda sugli errori di Bruxelles nella gestione dei vaccini. Sassoli ha ricordato che, come dimostra il Recovery fund firmato oggi dalle tre istituzioni Ue, “noi continuiamo a dire che lavoriamo per tutti”.

Ue: Sassoli, Europa ha dovere di investire nel Mare Mediterraneo
In progetti capaci favorire passaggio a società più sostenibile

“Alcuni mesi fa abbiamo celebrato il 25esimo anniversario del processo di Barcellona, una tappa cruciale per l’integrazione euromediterranea per la costruzione di uno spazio comune di pace e di stabilità, ma anche di partenariato economico, sociale e umano. In questo senso l’università di Catania si presenta perfettamente non soltanto come luogo di incontro, ricerca e condivisione, ma anche come straordinario ponte culturale e scientifico tra l’Europa e i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo”. Lo ha affermato il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, intervenendo, in video, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo etneo. “In questo mare – ha aggiunto – l’Europa ha il dovere di investire in progetti capaci di favorire il passaggio a una società più sostenibile, di rilanciare politiche di partenariato in ambito sociale, economico e culturale”. Sassoli ha “incoraggiato” gli studenti a “continuare a studiare e a partecipare attivamente alla costruzione di una nuova Europa, a prendere parte a questo importante momento di cambiamento e di trasformazione”. “La democrazia è un bene prezioso – ha osservato – ma è molto fragile. E purtroppo in questi anni, come sappiamo, è cresciuta molto la distanza tra cittadini e istituzioni ed è un problema che abbiamo il dovere di recuperare con l’esempio, la responsabilità, con una visione comune. Perché – ha sottolineato il Presidente del Parlamento europeo – al contrario di quello che vogliono farci credere la politica è utile, necessaria, indispensabile per la nostra vita e, soprattutto, per quella delle generazioni future. Stiamo vivendo una fase di grandi cambiamenti e quindi serviranno visione, ma anche pragmatismo, come disse 70 anni fa un nostro padre fondatore, Robert Schuman, con la sua celebre dichiarazione: ‘l’Europa non potrà farsi in una sola volta’. Mai come in questo momento – ha ricordato Sassoli – abbiamo bisogno di partecipazione, dialogo, collaborazione”.

Sondaggio Parlamento Ue: 7 italiani su 10 ottimisti sul Recovery plan 
Sassoli: “Cittadini pensano sia posto giusto per soluzioni alla crisi”

La pandemia ha rafforzato la convinzione che l’Unione europea sia il luogo giusto per sviluppare soluzioni efficaci per combattere il Covid-19 e i suoi effetti. Un nuovo sondaggio, commissionato dal Parlamento europeo e condotto fra novembre e dicembre 2020 da Kantar, rileva che quasi tre intervistati su quattro (72%) ritengono che il piano di ripresa dell’Ue consentirebbe all’economia del proprio paese di riprendersi più rapidamente dagli effetti negativi della pandemia di coronavirus. L’Italia, con il 69%, è in linea con la media europea. Gli europei che si esprimono positivamente sull’Ue sono aumentati di 10 punti percentuali, rispetto all’autunno 2019, arrivando a un totale del 50%. Gli italiani intervistati che hanno un’immagine positiva o molto positiva dell’Ue si assestano al 43%, con 11 punti percentuali di aumento rispetto all’autunno 2019. In Italia, il 52% degli intervistati ritiene che il Paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Unione, innanzitutto in termini di cooperazione tra gli Stati e difesa della pace, maggiori opportunità di lavoro e capacità di far sentire la propria voce nel mondo. Sebbene il dato sia il più basso dell’Ue (media Ue: 72%), si registra un aumento di dieci punti percentuali rispetto a giugno 2020. Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha dichiarato: “Il messaggio di questo sondaggio è chiaro: i cittadini europei sostengono l’Unione europea e ritengono che l’UE sia il posto giusto per cercare soluzioni alla crisi. Ma la riforma dell’UE è chiaramente qualcosa che i cittadini vogliono vedere ed è per questo che dobbiamo lanciare la Conferenza sul futuro dell’Europa il prima possibile.” Tuttavia la prospettiva individuale resta pessimistica di fronte alla pandemia: il 53% degli intervistati a livello UE crede che la situazione economica nel proprio paese tra un anno sarà peggiore di quanto non sia adesso. Solo un intervistato su cinque (21%) ritiene che la situazione economica nazionale migliorerà nel prossimo anno. Più della metà (52%) si aspetta che le proprie condizioni di vita individuali tra un anno siano le stesse di oggi. Un quarto (24%) ritiene che tra un anno starà anche peggio, mentre il 21% pensa che potrebbe stare meglio.
In Italia, il 52% degli intervistati ritiene che il Paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Unione, innanzitutto in termini di cooperazione tra gli Stati e difesa della pace, maggiori opportunità di lavoro e capacità di far sentire la propria voce nel mondo. Sebbene il dato sia il più basso dell’UE (media UE: 72%), si registra un aumento di dieci punti percentuali rispetto a giugno 2020. Il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha dichiarato: “Il messaggio di questo sondaggio è chiaro: i cittadini europei sostengono l’Unione europea e ritengono che l’UE sia il posto giusto per cercare soluzioni alla crisi. Ma la riforma dell’UE è chiaramente qualcosa che i cittadini vogliono vedere ed è per questo che dobbiamo lanciare la Conferenza sul futuro dell’Europa il prima possibile.” Il 53% degli europei pessimista sulla situazione economica nel proprio paese Tuttavia la prospettiva individuale resta pessimistica di fronte alla pandemia: il 53% degli intervistati a livello UE crede che la situazione economica nel proprio paese tra un anno sarà peggiore di quanto non sia adesso. Solo un intervistato su cinque (21%) ritiene che la situazione economica nazionale migliorerà nel prossimo anno. Più della metà (52%) si aspetta che le proprie condizioni di vita individuali tra un anno siano le stesse di oggi. Un quarto (24%) ritiene che tra un anno starà anche peggio, mentre il 21% pensa che potrebbe stare meglio.

 

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