• L’80% della popolazione dello Yemen necessita di aiuti umanitari
  • I militari del Myanmar devono restituire il potere alle autorità civili elette

Il PE chiede l’aumento degli aiuti umanitari allo Yemen ed esorta i militari del Myanmar a ripristinare immediatamente il governo civile.

Il PE ha condannato con forza la violenza in corso nello Yemen che, dal 2015, è degenerata nella “peggiore crisi umanitaria del mondo”. I deputati hanno sottolineato che non ci può essere una soluzione militare al conflitto e che la crisi può essere risolta in modo sostenibile solo attraverso un processo negoziale inclusivo a guida e responsabilità yemenita.

Tutte le parti sono invitate a facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli degli aiuti umanitari e di altri beni necessari alla popolazione. Quasi l’80% degli yemeniti – più di 24 milioni di persone – hanno infatti bisogno di sostegno umanitario, mentre 50.000 persone vivono in condizioni analoghe alla carestia, un dato destinato a triplicare entro giugno 2021.

Inoltre, il PE ribadisce che tutte le parti devono urgentemente astenersi dall’affamare i civili come metodo di guerra e chiede l’imposizione di misure mirate contro coloro che commettono atti che violano il diritto internazionale umanitario.

Accogliendo l’impegno dell’UE di triplicare gli aiuti umanitari per lo Yemen nel 2021, i deputati esortano poi la Commissione europea e i Paesi UE a guidare gli sforzi internazionali per intensificare gli aiuti umanitari.

Il testo è stato approvato con 638 voti favorevoli, 12 contrari e 44 astensioni


Myanmar: tutte le persone arrestate illegalmente devono essere rilasciate incondizionatamente

In una risoluzione sulla situazione in Myanmar, i deputati condannano fermamente il colpo di stato militare del 1° febbraio e chiedono ai militari (Tatmadaw) il ripristino immediato del governo civile, la fine allo stato di emergenza e il rilascio incondizionato di tutte le persone arrestate illegalmente, inclusa Aung San Suu Kyi. L’esito delle elezioni generali dell’8 novembre 2020 deve essere rispettato e il potere restituito alle autorità civili elette.

Secondo i deputati, “nonostante la sua incapacità di condannare adeguatamente le violazioni dei diritti umani nei confronti delle minoranze in Myanmar/Birmania, Aung San Suu Kyi continua a essere il simbolo del popolo del Myanmar/Birmania per quanto riguarda le aspirazioni e le ambizioni democratiche per un futuro più giusto e democratico”.

Inoltre, per garantire il riconoscimento e la rappresentanza di tutti i gruppi etnici in Myanmar, compresi i rohingya, la nuova costituzione deve essere elaborata e attuata attraverso un processo libero ed equo.

I deputati accolgono con favore l’estensione delle sanzioni del 2018 nei confronti del personale militare e dei funzionari del Tatmadaw, della guardia di frontiera e della polizia responsabili di gravi violazioni dei diritti umani ai danni dei rohingya, ed esortano il Consiglio a estendere le sanzioni mirate all’intera dirigenza dell’esercito del Myanmar/Birmania, compresi tutti coloro che hanno preso parte al colpo di Stato.

Infine, il PE invita l’UE e gli Stati membri a promuovere il coordinamento internazionale al fine di impedire l’esportazione illegale di merci non autorizzate dal Myanmar/Birmania, soprattutto a vantaggio economico delle forze armate.

Il testo è stato approvato con 667 voti favorevoli, 1 contrario e 27 astensioni.

 

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