Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, aprendo la conferenza di alto livello sulla migrazione, ha posto l’accento su “un sistema di regole condivise per il salvataggio in mare e lo sbarco delle persone, senza criminalizzare chi salva vite in mare perché adempie non solo ad un obbligo sancito dal diritto internazionale del mare, ma ad un obbligo morale”. Sassoli ha salutato “la proposta della Commissione europea di un Patto per l’immigrazione e l’asilo, un pacchetto di proposte legislative che “rappresenta una prima base di lavoro”, in quanto “credo che ora spetti al Parlamento e al Consiglio di decidere se intendono avere il coraggio di una politica davvero comune. Questo Parlamento è e sarà un alleato importante per trovare soluzioni basate sulla solidarietà e la responsabilità e confido sui parlamenti nazionali affinché svolgano il loro compito sulla base delle rispettive competenze”.

 

Migranti: Sassoli, obbligo morale salvare vite in mare

“L’Ue può e deve svolgere un ruolo di leader mondiale nelle sue politiche in materia di asilo e migrazione” con “un sistema di regole condivise per il salvataggio in mare e lo sbarco delle persone, senza criminalizzare chi salva vite in mare perché adempie non solo ad un obbligo sancito dal diritto internazionale del mare, ma ad un obbligo morale”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli nel discorso di apertura della Conferenza interparlamentare di alto livello su immigrazione e asilo in Europa. Il presidente ha sottolineato anche la necessita’ di “una ripartizione della responsabilità” per “l’accoglienza delle persone, per le operazioni di identificazione, l’esame delle richieste di asilo, l’accoglienza dei rifugiati, l’esecuzione delle operazioni di rimpatrio”. “Dobbiamo definire percorsi legali alternativi per la protezione, come i visti umanitari”, ha specificato Sassoli, che ha poi richiamato anche all’importanza dell’apertura “di canali legali per l’immigrazione per motivi di lavoro sulla base delle necessita’ dei nostri mercati del lavoro”. Secondo l’esponente del Pd, l’Ue sarà “un attore globale credibile” solo se saprà dimostrare “come abbiamo fatto in luglio sul versante economico”, che “siamo uniti e siamo capaci di gestire” la sfida “delle migrazioni e dell’asilo”.

 

Migranti: Sassoli ricorda Joseph, ‘persone dietro ai numeri’
Il piccolo di 6 mesi morto su Open Arms in attesa dei soccorsi

“Teniamo questa conferenza a pochi giorni da una delle tante, troppe tragedie in mare nel Mediterraneo, tra la Libia e l’Italia. La ong Open Arms, la sola che con la guardia costiera italiana ogni giorno soccorre persone in quel braccio di mare, ci ha mostrato le immagini di una madre, stremata su un gommone, gridare e implorare i soccorritori di cercare il suo bambino perso in mare. Quel bambino aveva 6 mesi, si chiamava Joseph, veniva dalla Guinea ed è morto poco dopo essere stato portato a bordo della nave di Open Arms, in attesa di soccorsi arrivati purtroppo troppo tardi”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli aprendo la conferenza sulle migrazioni. “Voglio parlare di questo bambino perché dietro ai numeri di cui parliamo giustamente nell’analisi dei flussi migratori ci sono persone e ci sono storie. Persone e storie che devono essere il cuore di ogni politica efficace di migrazione e asilo”, ha aggiunto Sassoli. “Credo che il nuovo ciclo politico ci dia oggi l’opportunità storica di fare questo salto di qualità: svolgere politiche efficaci e umane. E voglio salutare la proposta della Commissione europea di un Patto sulla migrazione e l’asilo, un pacchetto di proposte legislative che rappresenta una prima base di lavoro”, ha sottolineato.

 

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