Sassoli: internet può essere base per definire nuovo diritto umano

Ha consentito una tenuta della democrazia delle istituzioni

La rete internet può “costituire la base per la definizione di un nuovo diritto umano”. Lo ha detto il presidente del parlamento europeo, David Sassoli, nell’introduzione del terzo incontro virtuale del ciclo di dialoghi pubblici ‘Idee per un nuovo mondo’, dal titolo ‘Accesso a internet: un nuovo diritto umano’. “Abbiamo bisogno di coraggio, per affrontare non solo la pandemia ma anche quello che la pandemia ci lascerà in eredità”, ha detto Sassoli, “In questo momento ci stiamo tutti rendendo conto che strumenti come quelli del web, se non li avessimo avuti a disposizione, in questi mesi avremmo avuto un calo di tutte le nostre performance. Addirittura anche delle performance democratiche delle nostre istituzioni, perché abbiamo consentito al parlamento, ai parlamenti nazionali, alle nostre istituzioni di continuare a funzionare grazie agli strumenti del web”.
La “digitalizzazione nel tempo della pandemia ci rende consapevoli che abbiamo bisogno non solo di metterla a disposizione di tutti, ma di fare in modo che questa esperienza possa mettere tanti cittadini nella condizione di essere partecipi del mondo che è intorno a loro”, ha sottolineato il presidente del parlamento europeo, “Di essere partecipi e attivi, di continuare a lavorare con strumenti nuovi? Abbiamo visto in questi mesi quanta importanza la digitalizzazione ha nel mondo della scuola, dell’università, dell’istruzione, nel rapporto tra i centri di ricerca. Abbiamo bisogno che una riflessione sugli strumenti del web entri anche a far parte di quel bagaglio che tradizionalmente noi consideriamo diritti fondamentali delle persone”.
E qui, ha evidenziato Sassoli, “la riflessione delle Nazioni Unite, da tempo, è stata molto accurata, importante: crediamo che debba entrare a pieno titolo nel dibattito pubblico e diventare anche strumento per politiche che possano consentire non solo agli europei e alle europee, ma anche ad altri in qualche modo di accedere con più facilità. Perché crediamo che internet possa costituire la base per la definizione di un nuovo diritto umano”. “Mi è stato consentito, anche nei miei interventi al Consiglio Europeo, di fare accenno a questo”, ha concluso, “Siamo naturalmente in una fase di riflessione, ma vogliamo che questo cammino proceda e abbiamo bisogno naturalmente di intelligenze per renderlo più forte e robusto”.

 

Prodi, diritto universale a web? Serve salto politico avanti
Istituzioni Ue diventino bandiera

“Le istituzioni europee sono più avanti nel mondo per impersonare il diritto alla universalità della connettività e io sono convinto che sia così per la loro pluralità”. Lo ha detto Romano Prodi partecipando insieme a David Sassoli Ursula von der Leyen, Sir Tim Berners-Lee e Simona Levi, alla discussione sulla sfida dell’Unione Europea di rendere la rete e l’ambiente digitale un luogo democratico e di diritti. “La conferma viene dal recovery e dal nextGeneration Eu dove la connettività è stata messa come fatto vitale”, ha aggiunto. Secondo Prodi è necessario “un salto politico in avanti perché l’Europa ed il parlamento europeo diventino la bandiera”, perché “se sono le istituzioni europee la bandiera, la paritarietà, la non strumentalizzazione è assolutamente garantita”. Prodi poi ricorda che la “pandemia ci ha fatto vedere in tutto il mondo come il problema di chi non fosse connesso sia un problema tragico, cioè non puoi più imparare”.

 

Prodi, solo Ue porta avanti missione digitale, non Usa o Cina

L’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione europea Romano Prodi è convinto che solo l’Europa possa portare avanti la “missione” sul digitale. “Nessun altro in questo momento la può portare avanti, non la Cina, non gli Stati Uniti”, ha precisato intervenendo insieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e a David Sassoli ad un incontro virtuale su internet.

 

Ue: Von der Leyen, sul 5G bisogna accelerare

Sul 5G i paesi dell’Unione europea devono accelerare e l’accesso a Internet dovrebbe essere un diritto: ogni cittadino dovrebbe avere accesso a una connessione dati funzionante, così com’è per l’elettricità o altri servizi. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo via video al terzo incontro virtuale del ciclo di dialoghi pubblici, intitolato “Accesso a internet: un nuovo diritto umano”, promosso dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “Sul 5G dobbiamo dobbiamo accelerare le nostre azioni. Gli Stati membri hanno previsto solo il 28 per cento delle frequenze chiave. E questo è uno dei motivi per cui gli Stati membri dovranno dedicare almeno il 20 per cento” delle risorse del dispositivo di recupero e resilienza “alla transizione digitale”, ha detto. Von der Leyen ha spiegato che “siamo all’inizio dell’era digitale” e che “oggi la connessione a Internet è importante quanto l’accesso all’elettricità, al sistema idrico, alla sanità”, ha detto.

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: