A settembre nuovo patto europeo su migrazioni e asilo. Lo ha annunciato il presidente del Parlamento europeo ad Assisi intervenendo alla Scuola politica della Rosa Bianca sul tema del Mediterraneo. Il 23 settembre la Commissione europea presentera’ il nuovo patto su immigrazione e asilo: “ci aspettiamo un cambio di passo – ha dichiarato David Sassoli – e il Parlamento europeo e’ gia’ al lavoro: vuol dire che le istituzioni europee si stanno ponendo il problema, anche se i Governi diranno di no, le istituzioni europee stanno dicendo di si'”. Per il presidente del Parlamento Europeo una politica comune sull’immigrazione e sull’asilo e’ nell’interesse di tutti: “Con la pandemia, spiega, abbiamo capito quanto non siamo autosufficienti, quanto i nostri Paesi dell’Unione non avrebbero possibilita’ di sviluppare soluzioni rispetto a dinamiche globali che entrano in casa senza bussare Cosi’ siamo riusciti a far tornare a parlare di Mediterraneo il Parlamento Europeo, stiamo tornando a parlare di noi stessi: e’ uno degli effetti della nuova crisi e del cambio di passo che impone”. “Siamo riusciti ad avere una risposta comune con risorse importanti perche’ tutti hanno capito che da soli non erano autosufficienti: e questa consapevolezza ha prodotto un punto di svolta: si sono accorciate le distanze, tra la Finlandia e Cipro, Malta, l’Italia, tra l’Olanda e la Bulgaria, intorno a una convenienza. Perche’ l’Europa la costruiremo con le politiche, e la consapevolezza di risposte comune non verra’ dalle regole, verra’ dall’interesse, dalle politiche”.

“La stessa cosa – prosegue Sassoli -vale per l’immigrazione: la convenienza accorcia le distanze. Perche’ la difesa di 1200 km di frontiera della Finlandia con la Russia riguarda l’Italia, cosi’ come il problema dell’immigrazione deve essere considerato un problema per i cittadini finlandesi”. “Abbiamo bisogno di una politica delle migrazioni europea” ribadisce Sassoli: “come potremmo continuare a dichiararci difensori della dignita’ delle persone se con tutti i governi europei non avessimo questa capacita’ di esprimere una politica comune su un fenomeno che bussa alle nostre porte ma ha dimensioni globali, e riguarda il nostro modello economico e di sviluppo”. Un dibattito che per il Presidente del Parlamento UE deve svilupparsi all’interno della cornice dell’europeismo, che “non e’ la ricetta alle nostre crisi, ma una casa comune. Questo cambio di fase impone una riflessione alle famiglie politiche europee: considerare la democrazia non come un punto di arrivo ma come un processo, in continua evoluzione per mettersi in sintonia con un contesto”. “Siamo dentro questo processo di costruzione della democrazia europea – conclude Sassoli – l’Europa del futuro dipendera’ dalla capacita’ della politica di suscitare partecipazione, coinvolgimento, riducendo le distanze tra i Paesi e tenendo alti i nostri valori di riferimento”.

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