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In una sessione plenaria straordinaria, il PE ha valutato l’accordo del Consiglio del 17-21 luglio su finanziamento UE e Piano di ripresa per affrontare le conseguenze della pandemia.

Nel dibattito con i Presidenti del Consiglio e della Commissione, Charles Michel e Ursula von der Leyen, l’accordo raggiunto sul Fondo di ripresa nel recente Consiglio europeo è stato qualificato come “storico” da molti deputati, poiché per la prima volta i Paesi UE hanno accettato di emettere un debito congiunto di 750 miliardi di euro. Tuttavia, la maggior parte dei deputati non è “soddisfatta” dei tagli apportati al bilancio a lungo termine (Quadro finanziario pluriennale, QFP).

“Non siamo pronti ad inghiottire il boccone del QFP”, ha affermato Manfred Weber (PPE). Inoltre, secondo il leader del gruppo S&D Iratxe García Pérez non si dovrebbero accettare i tagli, “non in un momento in cui dobbiamo rafforzare la nostra autonomia strategica e ridurre le disparità tra gli Stati membri”.

Molti deputati hanno sottolineato come la questione del rimborso del debito non sia stata risolta e hanno insistito sul fatto che l’onere non deve ricadere sui cittadini e che deve essere garantito un solido sistema di nuove risorse proprie che includa una tassa digitale o prelievi sul carbonio, e chiedono un calendario vincolante per la loro introduzione.

Inoltre, molti deputati hanno sottolineato che “l’UE non è un bancomat per i bilanci nazionali”, deplorando che i Paesi “frugali” non vogliano pagare il prezzo per beneficiare del mercato unico, insistendo sul fatto che nessun fondo debba andare a governi “pseudo-democratici” che non rispettano lo Stato di diritto e i valori dell’UE.

Altri deputati si sono detti più scettici nei confronti di nuove risorse proprie capaci di generare abbastanza per ripagare tutto il debito e hanno avvertito che la crisi non dovrebbe essere usata come pretesto per un’ulteriore integrazione dell’UE. La maggior parte ha comunque sottolineato che il Parlamento è pronto a negoziati rapidi per apportare i necessari miglioramenti alla posizione del Consiglio.

I deputati votano ora una risoluzione per concludere il dibattito, che servirà come mandato per i prossimi negoziati con la Presidenza tedesca del Consiglio dell’UE. Il risultato della votazione sarà annunciato in plenaria oggi alle 17.30.


Cliccare sui nominativi per accedere alle dichiarazioni

Charles Michel, Presidente del Consiglio europeo

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

Manfred Weber (EPP, DE), Iratxe García Pérez (S&D, ES), Dacian Cioloș (RE, RO), Nicolas Bay (ID, FR), Philippe Lamberts (Verdi/ALE, BE)

Robert Zīle (ECR, LV), Martin Schirdewan (GUE/NGL, DE)

Intervento di risposta di Charles Michel

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