Il genocidio di Srebrenica non è stato soltanto il più grave crimine dalla fine della II guerra mondiale, ma anche un fallimento collettivo di cui vergognarci profondamente. Come Parlamento europeo esprimiamo vicinanza e solidarietà.

A Srebrenica, in Bosnia-Erzegovina, 25 anni fa si è commesso un atto di genocidio e pulizia etnica che le parole non riescono a descriverlo. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in un videomessaggio. “Al nome del Parlamento europeo ricordo 8 mila civili che anno perso la vita nel modo piu’ brutale e inimmaginabile, giustiziati dalle forze serbo bosniache guidate dal generale Mladic a Srebrenica”, ha detto Sassoli. “Il fatto che ciò sia accaduto nel bel mezzo dell’Europa e solo 25 anni fa lo rende ancora più orribile e interroga la coscienza di tutti. Non e’ stato solo il più grave crimine di guerra dopo la Seconda guerra mondiale, ma anche il fallimento di tutti di cui dobbiamo vergognarci profondamente”, ha aggiunto il presidente dell’Europarlamento. “Il genocidio ha provocato profonde cicatrici fra i sopravvissuti, ha creato ostacoli duraturi alla riconciliazione fra i gruppi politici ed etnici in Bosnia, e noi condividiamo il vostro dolore”, ha detto Sassoli.
“Se il parlamento europeo ha reso omaggio durante la plenaria di questa settimana alle vostre sofferenze e’ stato anche per dichiarare che faremo tutto quanto in nostro potere per evitare che questi crimini possano ripetersi nuovamente, ma dobbiamo averli bene in mente”, ha affermato Sassoli. “Per questo siamo impegnati nel processo di allargamento per quella che e’ una prospettiva europea, non so per la Bosnia-Erzegovina ma per tutti Balcani occidentali. Solo avvicinandosi attraverso la cooperazione, l’integrazione potremo superare l’odio e le divisioni, vivere non solo in pace ma cooperare insieme”, ha proseguito. “Oggi ci raccogliamo intorno al dolore e alla sofferenza di tutti i coloro che sono stati vittime di questo massacro e alle loro famiglie, e’ un atto non solo di ricordo ma una promessa che dobbiamo fare e che dobbiamo cercare di mantenere viva”, ha concluso Sassoli.

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