La Presidente della Commissione von der Leyen ha discusso in plenaria un Recovery Fund da 750 miliardi di euro, nell’ambito di un nuovo bilancio UE a lungo termine.

Dopo la presentazione delle nuove proposte da parte della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, e l’impegno, espresso dalla rappresentante croata del Consiglio dei Ministri UE Nikolina Brnjac, a lavorare con i Paesi UE per concludere rapidamente i negoziati con il Parlamento sul pacchetto di misure, i leader dei gruppi politici del PE hanno preso la parola per esprimere le loro posizioni

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“La solidarietà europea è tornata e stiamo aprendo un nuovo capitolo per l’UE”, ha detto Manfred Weber (PPE, DE). I nuovi fondi devono essere spesi per nuove idee e non per i vecchi problemi dell’Europa. “La solidarietà va di pari passo con la responsabilità”, e quindi deve essere chiaro come il denaro sarà restituito, ha aggiunto, chiedendo nuove risorse proprie e sottolineando che i giganti digitali devono fare la loro parte.

Iratxe García Perez (S&D, ES) ha ringraziato von der Leyen per una proposta ambiziosa e per aver dato al Parlamento europeo “il ruolo che merita” nella progettazione del Fondo di ripresa. Avvertendo che è in gioco la sopravvivenza del progetto europeo, ha esortato il Consiglio ad adottare il nuovo bilancio a lungo termine (Quadro Finanziario Pluriennale – QFP) a maggioranza qualificata, per evitare di tenere l’UE “in ostaggio di quattro Stati membri che preferiscono una risposta nazionale a una europea”.

“È una svolta senza precedenti nella storia d’Europa” ha detto Dacian Ciolos (Renew, RO). “Il QFP e il Fondo di ripresa devono concentrarsi sul futuro”, con il Green deal e l’Agenda digitale quali elementi costitutivi, ha aggiunto. “Possiamo avere opinioni diverse su alcuni dettagli, ma apprezzo molto l’approccio” ha detto, ricordando agli Stati membri che “l’UE non è un bancomat”: “la solidarietà comporta dei valori”.

Jörg Meuthen (ID, DE) ha respinto la proposta della CE come “completamente sbagliata e senza senso”, senza una base giuridica adeguata, senza responsabilità o senso economico. La Commissione vuole spendere soldi “come se non ci fosse un domani”. È un costo enorme per i contribuenti europei, ha concluso.

Ska Keller (Verdi, DE) ha detto: “Non dobbiamo ripetere i grandi errori del passato e costringere i paesi all’austerità e a ideologie cieche di mercato “, ha esortato. “Dobbiamo invece assicurarci che i soldi siano ben investiti in progetti che aiutino nel lungo termine, creino posti di lavoro e salvino l’unico pianeta che abbiamo”.

Johan van Overtveldt (ECR, BE) ha detto che se vogliamo permettere prestiti e sovvenzioni, ci devono essere delle condizioni chiare. Il denaro deve andare dove ce n’è più bisogno, e ci devono essere meccanismi di sicurezza per le nostre imprese. Le persone che lavorano e risparmiano non devono essere quelli che “sborsano” per questi programmi.

“Invece di creare una rottura netta con i dogmi del passato”, il fondo di ripresa si ferma “nel bel mezzo del guado” ha detto Manon Aubry (GUE/NGL, FR). Dopo aver accolto con favore le nuove proposte sulle risorse proprie, ha chiesto la cancellazione del debito contratto per la crisi, prestiti perpetui diretti agli Stati membri e il condizionamento del sostegno pubblico su considerazioni sociali.

La Commissione ha anche presentato il suo programma di lavoro per il 2020 rivisto, che darà priorità alle azioni necessarie per stimolare la ripresa e la resilienza dell’Europa.

Prossime tappe

Il Parlamento e il Consiglio discuteranno le nuove proposte e decideranno la loro forma definitiva in prossimi negoziati.

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