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ORA PRIMA GLI EUROPEI

di Roberto Sommella, Milano Finanza

Parla Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo. L’unione ha la forza per rilanciare il progetto sociale e sconfiggere il sovranismo. Però ha bisogno dell’Italia e del suo nuovo governo.

Poi dicono che l’Europa è un vecchio continente noisoso. Nel giro di due anni un Presidente quasi venuto dal nulla come Emmanuel Macron ha conquistato il trono di Francia, Angela Merkel ha annunciato di voler lasciare, gli inglesi hanno cambiato ben tre Premier senza uscire dal cul de sac della Brexit e l’Italia in un mese è passata da un Governo sovranista, con Matteo Salvini leader incontrastato, a uno più europeista, guidato dallo stesso Presidente del Consiglio di prima, Giuseppe Conte. Una trama avvincente come Guerra e Pace. Che induce a parlare con chi non ha mai smesso l’anima da giornalista, conducendo la cruciale battaglia sul copyright , e ora si trova a guidare il Parlamento Europeo, la seconda volta per un italiano, nella legislatura che dovrebbe far cambiare passo all’Europa. David Sassoli, travolto da mille riunioni e viaggi di lavoro, risponde da Helsinki, dove si trova per un vertice del semestre europeo di presidenza, alle domande di M-F Milano Finanza.

Domanda. Presidente Sassoli, il Governo Conte bis sembra contrassegnato da una evidente discontinuità con il precedente esecutivo. E’ un bene per l’Italia e per l’Europa?

Risposta. Questo governo nasce all’interno di una cornice europeista. L’Italia torna ad essere protagonista e questo è un fatto sicuramente molto importante.

D. Torna ad essere protagonista nel senso che con la caduta del Governo sovranista, l’Italia diventa più affidabile in Europa?

R. Le cancellerie europee guardano con interesse al nuovo esecutivo italiano che nasce in chiara discontinuità con quello precedente. Di fronte alle sfide globali nessun paese può farcela da solo e dunque il contributo che l’Italia potrà offrire all’Unione sarà determinante.

D. Sta succedendo qualcosa di imprevisto rispetto a pochi mesi fa. Il sovranismo improvvisamente sembra in difficoltà in Europa, anche se in Germania est ha avuto un grade successo comunque AfD, Visegrad continua la sua politica e l’Austria preoccupa. Si può abbassare la guardia a Bruxelles e Strasburgo, cantare vittoria?

R. La guardia non va mai abbassata. La democrazia è un sistema fragile che dobbiamo costantemente difendere con la partecipazione. Chi strumentalizza posizioni nazionaliste ha evidente interesse a non consentire agli europei di giocare un ruolo di primo piano nel mondo globale.

D. L’integrazione del Fiscal compact nei trattati Ue è una questione in discussione tanto formalmente che politicamente. Sarà questa l’occasione per rivedere il contenuto?

R. Per affrontare la questione politica della riforma del Fiscal compact il nuovo Governo dovrà rassicurare i partner europei sulla solidità e sulla sostenibilità delle finanze pubbliche da un lato e iniziare un percorso politico di “buona” spesa pubblica dall’altro.

D. Che significa?

R. Investimenti volti a garantire la crescita, lo sviluppo sostenibile e la coesione sociale sono la chiave per dare nuovo impeto a un principio fondamentale: la stabilità dei conti si ottiene con la crescita dell’economia.

D. Il Parlamento Europeo ha raggiunto una maggioranza stabile europeista, la Von der Leyen ha avuto la fiducia grazie anche ai 5Stelle; basterà per avviare le riforme necessarie per varare un Social compact che affianchi le regole di bilancio?

R. Oggi c’è bisogno di un’Europa che sia utile ai nostri cittadini e io penso che il rafforzamento dell’Europa sociale sia la vera priorità di questa fase politica. Su questo tema la nuova Commissione Europea ha già indicato degli obiettivi da raggiungere. Dobbiamo ripartire con urgenza dalle persone e in questo l’Europa, per essere utile, deve dare loro risposte concrete. La muova Presidente Von der Leyen ha usato parole chiare sulle proposte per una strategia contro la povertà, annunciando una direttiva quadro sul salario minimo e sui piani di protezione sociale.

D. Lei ha citato nel suo discorso di insediamento il Manifesto di Ventotene ; davvero è convinto che si possa arrivare agli Stati Uniti d’Europa nonostante l’asse Franco-Tedesco?

R. Gli Stati Uniti d’Europa sono un obiettivo ambizioso che però deve partire dal rafforzamento delle nostre politiche e dal recupero del consenso delle opinioni pubbliche. Senza il consolidamento di una coscienza collettiva europea gli Stati Uniti d’Europa poggerebbero su fondamenta molto fragili.

D. A proposito di fragilità, la Brexit è evitabile con Johnson in difficoltà?

R. Come già ribadito l’Unione Europea è contraria alla possibilità di una Brexit senza accordo. Penso che questo sia un danno non solo per i cittadini europei ma anche per quelli britannici. Vogliamo fare di tutto perchè ciò non accada ma le scelte compiute con il referendum e quelle del Parlamento britannico dovranno essere in ogni caso rispettate.

D. Davvero incredibile la politica di oggi. Salvini sembrava imbattibile fino a Ferragosto ed ora è all’opposizione. Il Pd di Zingaretti fino a Maggio era in grande difficoltà e fuori dai giochi, mentre oggi è al Governo, ha espresso il Presidente del Parlamento Ue, guida il Ministero dell’Economia e ha Gentiloni Commissario Europeo: un miracolo?

R. E’ dalle primarie di sei mesi fa che lavoriamo per rilanciare il Pd e il centrosinistra italiano. Zingaretti è riuscito nel gentilissimo compito di far tornare il Pd protagonista della scena politica ma soprattutto di aver salvato il Paese da una deriva nazionalista ed estremista. Ha guidato il dibattito nelle sedi proprie mantenendo sempre al centro del suo impegno l’interesse del Paese.