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Come funziona il coordinamento europeo dei regimi di sicurezza sociale

Come funziona il coordinamento europeo dei regimi di sicurezza sociale e come proseguono i lavori del Parlamento per migliorarlo

Il 20 novembre la Commissione per l’occupazione e gli affari sociali ha votato a favore dell’aggiornamento delle norme per facilitare la mobilità del lavoro e assicurare un equo accesso alla sicurezza sociale per i lavoratori mobili. La decisione della Commissione di iniziare le negoziazioni con il Consiglio sulle nuove norme è stata approvata durante la seduta di plenaria di martedì 11 dicembre 2018.

Perché abbiamo bisogno del coordinamento dei regimi di sicurezza sociale?
Tutti i cittadini europei sono liberi di viaggiare e trasferirsi in un altro stato europeo, per stabilirsi in modo definitivo, oppure per lavorare per un periodo limitato o per studiare. Circa 14 milioni di europei (lavoratori , disoccupati, cittadini economicamente inattivi) non vivono nel loro paese di origine. Le comuni norme europee assicurano loro l’accesso alla previdenza sociale e alla salute che gli spetta di diritto: queste regole stabiliscono a quale sistema nazionale il cittadino “mobile” è soggetto ed evitano che venga lasciato senza protezione oppure che ne usufruisca da più di uno stato.

Coordinamento, non armonizzazione
La legislazione europea copre le previdenze per la malattia, la maternità/paternità, la famiglia, la disoccupazione e simili. I regimi di sicurezza sociale sono ancora soggetti, comunque, all’esclusiva responsabilità dei singoli stati membri: sono i paesi a decidere quali previdenze sono concesse e quali sono i contributi elargiti. L’UE regolarizza solo il coordinamento e l’interazione tra i sistemi nazionali.

Cosa significa in pratica? Ecco degli esempi
Come regola di base, i lavoratori mobili sono soggetti alla legislazione del paese nel quale effettivamente lavorano. Chi è in cerca di lavoro può godere dell’indennità di disoccupazione dal proprio paese anche se per un certo periodo di tempo si trova in un altro stato membro per trovare un nuovo lavoro. Chi è in pensione, e ha lavorato in differenti paesi, può combinare i diversi periodi di contributi per ottenere una pensione completa. Infine, i turisti hanno accesso ai servizi per la salute durante i loro soggiorni temporanei grazie alla tessera sanitaria europea.