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Gli investimenti stranieri diretti danneggiano gli interessi europei?

Gli investimenti stranieri diretti sono un rischio o un’opportunità per l’UE? Scopri la proposta normativa adottata dagli eurodeputati il 14 febbraio 2019.

Il nuovo meccanismo europeo di controllo prevede la cooperazione fra la Commissione e gli stati membri per valutare l’impatto sulla sicurezza o sull’ordine pubblico degli investimenti esteri. Lo scopo è di assicurare che gli investimenti esteri non costituiscano una minaccia per le infrastrutture strategiche, le informazioni sensibili e le tecnologie chiave, senza con ciò compromettere l’apertura dell’UE agli investimenti.

“Questo meccanismo dimostra che gli europei sonno coscienti del fatto che il mondo non è pieno di investitori con buone intenzioni”, ha dichiarato durante la plenaria il responsabile della relazione Franck Proust, eurodeputato francese del Partito popolare europeo. “Ora possiamo dire che ci stiamo muovendo verso un’Europa che si batte per i suoi interessi e che li difende”, ha aggiunto.

Investimenti esteri: i pro e i contro

Gli investimenti provenienti dall’estero sono un’importante risorsa per l’economia UE, sia in termini di crescita che in termini d’occupazione. Alla fine del 2017 l’Unione europea ha ricevuto 6300 miliardi di euro in investimenti diretti esteri. La Svizzera, con 800 miliardi di euro, e gli Stati Uniti, con 2200 miliardi di euro, sono i più grandi investitori.

Anche se questi investimenti hanno dato forse un po’ di respiro ai paesi vittime della crisi, le acquisizioni di infrastrutture strategiche da parte di compagnie straniere preoccupano i governi europei. Ci possono essere investimenti russi o cinesi, ad esempio, dietro gli acquisti di infrastrutture per l’energia e il trasporto.