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La delegazione della commissione Diritti della donna conclude la visita in Italia

Una delegazione di eurodeputate della commissione FEMM, guidata dalla socialdemocratica Vilija Blinkevičiūtė, si è recata a Roma e Napoli per fare il punto sull’implementazione della legislazione sull’aborto e sulle misure per proteggere le vittime di tratta e prostituzione.

L’obiettivo della delegazione, in Italia dal 17 al 19 dicembre, è stato quello di verificare eventuali abusi e violazioni alla Legge 194, con particolare attenzione all’obiezione di coscienza fra i medici, e di prendere atto della situazione di donne migranti vittime di tratta per la prostituzione al fine di trovare delle soluzioni condivise per migliorare le loro vite.

“La 194 – ha affermato oggi Blinkevičiūtė in conferenza stampa presso l’Ufficio del Parlamento europeo a Roma – è una buona legge ma che è implementata in maniera non adeguata. L’obiezione di coscienza – ha continuato la capodelegazione – coinvolge ginecologi ed anche anestesisti, con percentuali che arrivano in alcune regioni fino al 80%-90% dei medici, un livello che spesso impedisce alle donne di esercitare i propri diritti”.

Sul fronte del traffico di persone, Blinkevičiūtė ha sottolineato l’importanza della visita alle “case protette per le donne che riescono ad uscire dalla tratta e dalla prostituzione” a Mugnano (in provincia di Napoli), “siamo stati commossi – ha aggiunto – dalle loro testimonianze, da queste è emersa chiaramente la necessità di investire di più per l’inclusione e l’integrazione ad ogni livello, regionale, nazionale ed europeo”. I membri della delegazione hanno inoltre ribadito l’importanza che il governo continui a sostenere il piano anti-tratta.

Durante la visita di tre giorni in Italia, i membri della delegazione hanno incontrato a Roma i medici e le ONG che si occupano di interruzione volontaria di gravidanza e, quindi, a Napoli, i rappresentanti locali e le Organizzazioni che affrontano il tema della tratta di donne migranti e del loro sfruttamento sessuale. In questo contesto si è inserita la visita a Casa Karabà e Casa Kirikù, due rifugi per donne vittime della tratta.

La tre giorni si è conclusa nella Capitale con un incontro al Senato ed una visita alla Casa Internazionale delle Donne.