dicembre2018, Prossimi Appuntamenti

“Non c’è Europa senza ricerca della pace”: un’economia di giustizia, disarmata, per il lavoro degno.

Il 19 dicembre 2018 ore 15.30 , presso la Sala della Rappresentanza del Parlamento Europeo in Roma (in via IV Novembre 149) avrà luogo un incontro dal titolo  “Non c’è Europa senza ricerca della pace“; per Iniziativa del Movimento dei Focolari in Italia e centro La Pira.

L’età di Clausewitz è finita?
Non c’è Europa senza ricerca della pace
Uscire da ogni contraddizione, fermare le armi verso i Paesi in guerra per una economia di giustizia. Disarmata e per il lavoro degno




PROGRAMMA

Letture di brani dalle lettere di Giorgio La Pira
A cura di Adonella Monaco

Maurizio Simoncelli
Vice direttore Istituto di ricerche internazionali archivio disarmo
Maurizio Certini
Direttore Centro internazionale studenti Giorgio La Pira

Matteo Bracciali
Membro della Presidenza nazionale delle Acli
Tonio Dell’Olio
Presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi
Toni Mira
Capo redattore di Avvenire
Tommaso Di Francesco
Condirettore de Il Manifesto
Madi Ferrucci, Flavia Grossi e Roberto Persia
Autori inchiesta Rainews “Doppia ipocrisia. Inchiesta sul traffico d’armi tra Italia e Arabia-Saudita”

Intervento di alcuni parlamentari italiani eletti al Parlamento europeo:
David Sassoli e Silvia Costa 
Durante l’incontro sarà presentata l’istanza per chiedere al comune di Roma la discussione della mozione, già approvata all’unanimità dal comune di Assisi, che invita il governo italiano a fermare l’invio di bombe, prodotte in Italia, destinate ad alimentare il conflitto in corso nello Yemen.


Riprendiamo con un punto interrogativo una delle ultime lettere di Giorgio La Pira sulla inevitabilita della pace nell’era atomica, per confrontarci sulla necessità oggi di fermare ogni complicità con la produzione di bombe che avviene nel nostro Paese con destinazione verso l’utilizzo nel conflitto in corso nello Yemen dal 2015. Un disastro umanitario con migliaia di vittime, oggetto di bombardamenti su scuole e ospedali. Le numerose risoluzioni del parlamento europeo per fermare l’invio di armi destinate ad alimentare tale conflitto sono state finora ignorate dall’Italia nonostante istanze ricorrenti di diverse realtà della società civile.
Perché non possiamo accettare questo silenzio lasciando che le contraddizioni di un intero sistema Paese si vengano a scaricare su un territorio falcidiato dalla crisi, come é il Sulcis Iglesiente dove quella produzione avviene da parte di una società controllata da una multinazionale tedesca. Per un lavoro libero e degno,architrave della nostra casa comune.