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Il destino dell’Europa? Passa per Spello. Sassoli, Bocci e Barberini infiammano il dibattito

SPELLO – Il destino dell’Europa? Passa per Spello. Sì perchè la cittadina umbra ha ospitato un incontro, organizzato dal gruppo “S&D, Socialist & Democrat”, nell’ambito della 48esima Festa dell’Unità, con super ospite il vice presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che ha fatto il punto proprio sul futuro dell’Unione europea, anche alla luce della nuova linea del Governo italiano, non proprio filo europeista.

All’iniziativa, in una sala gremita, hanno partecipato anche Gianpiero Bocci, Luca Barberini, assessore Sanità e al Sociale della Regione Umbria e Moreno Landrini, sindaco di Spello. Sollecitati dal giornalista Piero Badaloni, volto noto della tv italiana, che ha coordinato i lavori, i quattro hanno infiammato il dibattito evidenziando il “pericoloso clima antieuropeista” che sta aleggiando in Italia e non solo. “Ci sono criticità molto forti – ha detto Sassoli – ma dobbiamo trovare risposte contro la voglia distruttiva di questo Governo, che ste mettedo a repentaglio l’unità dell’Europa, come i nostri risparmi e il nostro lavoro mantenedo uno spread così alto. Non possiamo permetterci una disgregazione dell’Europa, certo va cambiata e migliorara, ma non è questa la strada giusta. Uscire dall’Europa, come molti vorrebbero, significherebbe abbandonare un progetto che tutela i Paesi dai conflitti”.

“L’Italia – ha rilevato Gianpiero Bocci – ha retto finora perché le istituzioni democratiche sono state sempre rispettate. Non c’è mai stato un ministro dell’Interno che va in giro a fare comizi politici, anziché svolgere suo ruolo di garanzia per tutti i cittadini. Nei momenti difficili le istituzioni vanno rafforzate e non indebolite, oggi invece è una continua aggressione verso le istituzioni più importanti, come l’Europa. Viviamo un momento storico pericoloso, per la volontà politica di frammentare l’unità del Paese, che così rischia di perdere identità e coesione sociale. Dai territori può partire quel cambiamento che serve a rilabtare le sorti nazionali”.

Barberini ha posto l’accento sulla necessità di “costruire un’Europa diversa da quella conosciuta finora: non ha senso un’Europa basata solo sull’economia, serve una comunità che cresce insieme, attenta a chi sta più indietro e non possimamo affidarne il futuro a una banda di disgraziati che non vuole l’Europa”. “Abbiamo biosgno di un’Europa più semplice e vicina ai cittadini – ha sottolineato – che che faccia investimenti che producono servizi per i cittadini, sviluppo e benessere. Nell’indirizzare la qualità della spesa, le Regioni possono avere un ruolo importante”.