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30 settembre: la fine di un mese, l’inizio di una nuova stagione

Carissimi,

ogni giorno il governo ribadisce la sua vocazione nazionalista. Inutile dire che vi è grande preoccupazione per la collocazione dell’Italia in Europa. L’alleanza con i governi della destra europea mette il nostro Paese in una condizione di debolezza, in un momento in cui sarebbe necessario spingere su riforme in grado di  aumentare competitività e occupazione. Se dovessimo uscire dal grande gioco europeo ci ritroveremmo marginali e impoveriti con compagni di viaggio screditati e non disposti ad investire sulla solidarietà necessaria per affrontare sfide molto importanti.

Il quadro europeo registra questo allarme.

Allontanarci dall’Europa non consentirà all’Italia di mettere a punto una strada di riforme per sviluppare la crescita. I segnali sono sotto gli occhi di tutti. Il dibattito sulla manovra, come si sta sviluppando, è viziato da inconciliabili promesse elettorali, da diktat arroganti e da condoni mascherati da pace fiscale. I pochi provvedimenti adottati – decreto dignità e milleproroghe – risultano estemporanei e addirittura mettono a rischio posti di lavoro e protezioni sociali. Anche il dibattito sulla riforma pensionistica trasmette alla Commissione europea il senso di una incertezza incompatibile con la finanza pubblica. Per mascherare tutto questo, il governo cerca di spingere sul tasto della paura. Paura dei migranti innanzitutto, anche quando sono calati del 75% nell’ultimo anno grazie al governo Gentiloni. Alimentare la paura significa creare nemici. E i nemici, per i governi di destra, sono da sempre coloro che difendono gli spazi di libertà. Con grande sincerità nel corso dell’estate il premier Orbán lo ha detto chiaramente: un conto è la democrazia, un altro le libertà come quella della stampa. In Italia ancora non c’è questa sincerità, ma i tentativi di condizionare la libertà dell’informazione sono in atto e l’uso della pubblicità ne è lo strumento principale. Perdere le libertà, come insegnano Orbán e Erdogan, è un niente.

Possiamo stare fermi davanti a questo scenario?

In questi giorni in tanti si esercitano sul ruolo che dovrebbe assumere l’opposizione. Il Pd si sta avvicinando alla prova del congresso. Ne abbiamo bisogno in tempi brevi perché questo appuntamento costringerà il partito a fare i conti con gli errori commessi e a precisare una proposta al Paese. Serviranno discontinuità, capacità di ascolto e proposte concrete. Abbiamo perso le elezioni perché siamo stati identificati con l’élite anche quando abbiamo fatto cose utili al Paese e ai cittadini. Siamo diventati troppo piccoli e oggi dobbiamo riorganizzare e rilanciare il campo largo dei progressisti.

Ma questo percorso ha uno snodo preliminare.

Tutti i riflettori saranno puntati sulla manifestazione del 30 settembre a Roma. Il Pd ha voluto offrire questo appuntamento a tutti coloro che sentono la gravità del momento. Non sarà una manifestazione di partito, ma un luogo per ribadire che i valori fondamentali non sono in svendita, che solo con l’equità vi sarà crescita e occupazione, che i valori contenuti nella Carta costituzionale vanno difesi, che vogliamo ripartire dagli ultimi, che l’Unione europea è l’assicurazione sulla vita del nostro Paese.

Come capirete avremo particolare attenzione da parte di tutti coloro che soffrono per la presenza di una opposizione democratica. Si eserciteranno su quanti saremo, su chi ci sarà, sulle bandiere che sventoleranno, sulle parole che useremo… Penso che l’appuntamento in piazza del Popolo il 30 settembre sia davvero importante. E come tutte le cose importanti avrà successo solo grazie al nostro temperamento morale e alla nostra iniziativa. È una occasione da non sprecare.

Ci tenevo a scrivervi questa nota perché sono sicuro che anche per voi questo tempo trasmetta molta preoccupazione e ansia. Ma non possiamo limitarci ad offrire analisi. Noi dobbiamo sentire la responsabilità di essere la soluzione ai problemi del Paese e la speranza che da questo tunnel si possa uscire. Le pigrizie, i distinguo, gli egoismi e le polemiche sterili servono solo a gonfiare questa destra illiberale.

Sono sicuro che anche voi farete di tutto perché la manifestazione di Roma sia la prova della nostra ripartenza.

Ci vediamo in piazza del Popolo, con amicizia

David Sassoli