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25 anni di mercato unico europeo

Il mercato unico europeo, uno dei più grandi successi dell’UE, compie 25 anni

Oggi il mercato unico europeo è l’area senza barriere più grande al mondo. Comprende più di 500 milioni di cittadini e ha un prodotto interno lordo di circa 13 trilioni di euro. Questo nella nostra vita di tutti i giorni significa anche una maggiore scelta di prodotti e prezzi più bassi, oltre che 2.8 milioni di posti di lavoro aggiuntivi.

“Dalle luci del Nord al sole del Mediterraneo, abbiamo libertà di movimento, per persone, beni, servizi e capitali. Siamo il mercato integrato più grande al mondo” ci ricorda Anna Maria Corazza Bildt, deputata svedese di origini italiane e vicepresidente della Commissione Mercato interno del Parlamento europeo.

L’idea nacque con l’obiettivo di creare un area economica in Europa dove venissero assicurate quattro libertà di circolazione: dei beni, dei servizi, del capitale e del lavoro.

Negli anni ottanta il mercato comune europeo previsto dal Trattato di Roma del 1957 non era ancora stato completato a causa di una mancanza di strutture decisionali. La Commissione Delors lavorò quindi a 300 misure da applicare per completare e rilanciare il progetto di mercato comune e spostare l’accento da un’armonizzazione completa al raggiungimento di standard minimi comuni. Il mercato unico come lo conosciamo oggi poté quindi entrare in vigore venticinque anni fa, l’1 gennaio 1993.

Il mercato unico non comprende solo i 28 stati membri dell’Unione ma anche Islanda, Liechtenstein e Norvegia, che hanno accesso grazie all’Area economica europea, e la Svizzera, che beneficia di un accordo bilaterale con l’UE. Altri stati hanno accesso al mercato unico solo per alcuni settori.

Verso un mercato unico digitale

Il mercato unico è ancora in fase di costruzione, ad esempio per tutto ciò che riguarda l’economia digitale. Un mercato unico digitale richiede di migliorare le condizioni dell’e-commerce, di chiarire i diritti d’autore, di creare le migliori condizioni per la consegna transfrontaliera e l’economia collaborativa. La Commissione europea stima che il mercato unico digitale contribuisca con 415 miliardi di euro aggiuntivi ogni anno e con centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Come spiega Corazza Bildt: “La libertà di movimento dei dati, che fa parte delle varie libertà di movimento, creerà enormi vantaggi ai nostri cittadini. L’imprenditoria digitale offrirà soluzioni ai problemi delle persone se riusciremo a permettere e facilitare questo libero movimento”.

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