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PESCO: per una difesa europea più efficiente

25 stati membri hanno formalizzato il loro impegno all’integrazione della difesa europea l’11 dicembre 2017: un obiettivo che il Parlamento europeo persegue da anni

La costituzione della Cooperazione strutturata permanente è stata firmata dai primi membri il 13 novembre 2017. È diventata legalmente vincolante l’11 dicembre 2017 con una decisione del Consiglio degli Affari esteri dell’Unione europea, composto dai ministri degli affari esteri dell’UE.La cooperazione strutturata permanente, o PESCO, dall’inglese Permanent Structured Cooperation, è “l’istituzione centrale per assicurare che le attuali iniziative isolate di cooperazione militare siano messe sotto uno stesso tetto”, ha detto Michael Gahler, deputato tedesco del Partito popolare europeo. Gahler è l’autore della relazione annuale del Parlamento europeo su difesa e sicurezza in Europa.

Cos’è e come funziona

Gli stati membri hanno introdotto il concetto di cooperazione permanente per la difesa nel Trattato di Lisbona. Il Parlamento europeo e la Commissione europea lo hanno sempre sostenuto con forza. L’obiettivo è rafforzare la capacità di difesa dell’UE mettendo in comune risorse e sviluppando gli armamenti in maniera cooperativa. Uno degli obiettivi della PESCO è anche quello di ridurre le inconsistenze fra i vari sistemi di difesa e rendere le difese forze armate europee in grado di lavorare insieme. La partecipazione alla PESCO è volontaria ma, una volta che gli stati hanno aderito, gli impegni diventano vincolanti. Nel caso in cui un paese non rispettasse gli impegni sarebbe sospeso dalla cooperazione. I 28 stati membri dell’UE spendono il 40% di quello che gli Stati Uniti spendono per la difesa, ma riescono a generare capacità che sono solo il 15% di quelle degli Stati Uniti: c’è un evidente problema di efficienza. Il Parlamento europeo già da tempo sostiene gli sforzi per una migliore coordinazione delle spese militari e per eliminare la duplicazione delle azioni in materia di difesa tramite iniziative quali il Fondo europeo per la difesa e la Revisione coordinata annuale sulla difesa. Quest’ultima, organizzata dalla Agenzia europea per la difesa, ha l’obiettivo di individuare le opportunità per progetti di collaborazione.

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